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Works / performance
- theatre
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By the way
performance
Singapore Theatre Festival | 2006
Created in collaboration with artists of diverse cultural backgrounds,
By The Way is a synergy of theatre, music and visual art coming together
in a surprising kaleidoscope of sights, sounds, music and poetry.
directed by: Gey Pin Ang
music composition: Nickolai Nickolov
performer: Serena Gatti, Letteria Giuffrè Pagano, Emmanuelle De
Gasquet
scenic, costume designer: Letteria
Giuffrè Pagano

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In Bilico
performance
TeatroLux | Pisa | 2006
Liberamente ispirato a “Le Funambule” di Jean Genet In Bilico
mette in scena l’ultimo ritorno di un artista di circo nel magazzino
a lui consueto, prima di un viaggio che lo porterà lontano.
In Bilico è un testo che e’ insieme una dichiarazione d’amore
e di estetica. Il funambolo, come simbolo della figura e della potenza
umana, percorre il filo dell’esistenza, i suoi gesti sono precisi,
concreti, necessari: solo così può continuare a guardare
avanti e questo atto di bellezza è un atto d’amore nei
confronti della vita.
Il cammino dell’uomo è una linea sottile, un equilibrio
difficile, una costante messa in discussione dei confini della legittimità,
un alternarsi di ridere e soffrire, un procedere a cavallo di un filo
dove non è permessa indecisione ma presenza, onestà e
azione.
Come il Funambolo, siamo tutti su una corda tirata a cercare un equilibrio
precario tra la solitudine e l’incontro, i lustrini e la polvere,
l’evasione e la costrizione, la sincerità e la menzogna. È cosi
che il filo della vita si intreccia e si scioglie, si snoda e ci sorprende:
i nostri passi sono fatti di corse, sguardi, amarezze, sorrisi e coincidenze
che non conoscono stasi.
di e con: Serena Gatti
fotografia e video: Anna Benedetto
e Ilaria Luperini
collaborazione artistica di: Francesca
Gatti e Letteria Giuffrè Pagano
produzione: Azul Teatro
in collaborazione con: Telluris Associati
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Bambini Sarete Voi
mostra-installazione con follia d’attoriGenerazioni Festival |
Ex archivio Piaggio | Pontedera | 2003
Un gioco semplice ed un canto che sfugge quasi all’orecchio, un
tizio alto su di una bicicletta da bambino. Il tempo è lento,
dilatato e pieno, la visione sfocata cerca rimandi e contatti con un
immaginario dimenticato.
Poi irrompono parole di Francis Bacon in bocca ad uno “squinternato” gallerista.
Inizia la visita: le due bizzarre figure conducono il loro pubblico
all’interno
della mostra.
La visione però non è prepotente, i suoi colori sono sfumati
nella leggerezza di una percettività che ha bisogno di ascolto
e delicatezza.
Come guardare attraverso una bolla di sapone o di cristallo: la luce
su ciò che vedi è diversa ma se la tocchi o la stringi
troppo forte si rompe e tutto svanisce.
I sensi non sono bombardati o aggrediti, appare così l’ immagine
sfumata dei due personaggi circensi che ci invitano a prendere visione,
assaporare, sentire le figure che emergono dai dipinti
A questo lavoro siamo arrivati in un tempo abbastanza breve. C’era
un’idea qualche suggestione uno spazio affascinante e difficile
all’interno di una fabbrica come la Piaggio di Pontedera.
Volevamo allestire in questo luogo una mostra di pittura un po’ particolare:
ventiquattro dipinti su tela di cm. 80x80 realizzati dal gruppo di bambini
della scuola dell’infanzia che ha partecipato al nostro progetto “L’atelier
del ritratto”. Lavorando intorno al sogno e all’autoritratto,
i bambini ci hanno condotto attraverso la pittura in un territorio dove
esiste ancora la magia e la percezione è sincera.
Un luogo abbandonato, sporco, in attesa di una nuova identità,
abitato oggi da piccioni e un tempo da uomini e donne in catena di montaggio, è stato
per qualche giorno il nostro palcoscenico, o meglio quello di due bizzare
figure, scappate forse da un vecchio circo, in gioco tra magia e concretezza.
regia e scrittura scenica: Letteria Giuffrè Pagano
allestimento: Cesare Galli
bizzarre figure: Umberto Fabi e Cesare Galli
collaborazione: Elisa Lombardi
costumi: Telluris Associati
luci: Cristina Fresia
produzione: Telluris Associati
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Bambinisaretevoi -
foto dello spettacolo |
Bambinisaretevoi - la locandina |
____________________________________________________________ Prima fermata: i sogni son desti e son
desideri
Sotterranei della Stazione Leopolda | Pisa | 2005 “
Spesso infatti,
mentre si dorme, qualcosa dice nell’anima che quel che appare è sogno.
Se invece non si accorge che sta dormendo, nulla si opporrà a
questa apparenza.” Aristoteleregia: Letteria Giuffrè Pagano
scrittura scenica: Cesare Galli
allestimento: Letteria Giuffrè Pagano
con: Cesare Galli, Joey Vanacore e i partecipanti al laboratorio
costumi e luci: Telluris Associati
produzione: Telluris Associati
in collaborazione con: Stazione Leopolda
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Balamacabi: il tempo della dimenticanza
Festival La piazza degli dei | Peccioli (Pisa) | 2003
“
Tanto, tanto tempo fa in un luogo lontano lontano, ma più vicino
di quanto si possa immaginare, viveva una tribù di uomini piccoli
come bambini, era la tribù dei Balamacabi. Era il tempo della
dimenticanza, un tempo terribile in cui gli uomini
perdevano memoria di ogni cosa e piano piano morivano. Vivevano in uno
strano bosco ricco di succosi frutti di cui si nutrivano, ma passavano
le giornate dormendo e litigando tra loro, non sapevano fare altro ormai.
Ma un giorno un viaggiatore, da tempo alla ricerca dei Balamacabi, giunse
nel loro bosco…”. Così inizia Balamacabi, una suggestiva
fiaba-spettacolo tra i giochi da cortile e i Miti di Creazione
regia: Letteria Giuffrè Pagano
drammaturgia: Cesare Galli e Letteria Giuffrè Pagano
con: Cesare Galli e i bambini della Scuola elementare di Peccioli
luci: Cristina Fresia
suoni: Smegma produzioni
produzione: Telluris Associati

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Scenderanno le dolci piogge
atto unico a tre voci
Residenza presso la Fondazione Pontedera Teatro| 2002
In una notte che non vedrà l’alba di un nuovo giorno, all’ Hotel
Scirocco due camerieri, fedeli fino alla fine al loro lavoro, ed un’avventrice
sfuggita al suo mondo di compromessi, rimangono soli attendendo in una
ricercata e disperata normalità, l’inesorabile fine.
Procediamo l’idea di questo spettacolo già da qualche tempo,
e tra tentativi, sostituzioni, difficoltà di sostentamento, sembra
quasi che questo lavoro perseguiti noi più che noi lui. Andiamo
verso un’atmosfera assurda e sospesa, verso un luogo di confine,
dove il normale ordine delle cose può essere sovvertito, dove
percezione, immaginazione e realtà non trovano più il
loro posto.
Qui incontriamo i personaggi, due uomini e una donna, in quella che
credono sia la loro ultima ora, la loro e dell’umanità intera. Nell’attesa
dell’incontro con la morte l’attenzione è rivolta
al caos che solleva forze oscure, antiche, voci di dialetti.
Lavoriamo sui ritratti e lo spazio dei dipinti di Francis Bacon, sulla
linea dell’azione dei corpi e delle voci, sul coprire quello che
c’è e scoprire invece quello che non ci dato di vedere,
quello che arriva, l‘invisibile.
Una fine imminente, un’esplosione preannunciata, un cataclisma,
e tutta la storia umana in fumo. E se qualcuno resta, sulla base di cosa
ricomincerà?
L’ Hotel Scirocco diventa per noi il luogo dell’ultimo conflitto
umano, dell’ultimo respiro e della prima domanda.
regia di Letteria Giuffrè Pagano
con Cesare Galli, Serena Gatti e Tazio Torrini
scene e costumi: Telluris Associati
suoni: Cantiere San Bernardo
luci: Marco Gheri, Cristina Fresia
produzione: Telluris Associati

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